Franco Fontana

 


Se, di Franco Fontana, si vogliono seguire analiticamente il percorso espositivo e le molteplici attività negli ultimi trent'anni, si possono aggiungere altre dettagliate notizie, e proporre, tra i tanti possibili, alcuni frammenti dei testi a lui dedicati.
Il 1970 registra la pubblicazione del suo primo libro, Modena, una città. Nello stesso anno espone a Milano (Centro Culturale Pirelli; Galleria Il Diaframma). Inizia un'intensa attività espositiva, che vede sue mostre, nel 1971, a Rovereto (Palazzo del Turismo), Bologna (Galleria Tempo) e a Praga (Interkamera), e, nel 1972, a Vienna (Galleria Die Brucke) e a Modena (Palazzo dei Musei). Nello stesso anno, inizia una collaborazione, che continua tuttora, con varie imprese - si tratta, in questo caso, di Artemide -, sia attraverso la realizzazione di campagne fotografiche di presentazione dei prodotti che per la realizzazione di materiali pubblicitari e di calendari. Nel 1973, esce il suo secondo libro, Terra da leggere, con testo di Pier Paolo Preti e grafica di Silvio Coppola e Pino Tovaglia; nello stesso anno espone a Londra (Photographer's Gallery).
Particolarmente significativa dell'interesse crescente e diffuso per il suo lavoro è l'attività espositiva di Fontana a partire dalla metà degli anni Settanta. Nel corso del 1975 tiene mostre personali a Colonia (Photokina, "Aspekte der Photographie"), a Firenze (Palazzo Strozzi e Gabinetto Vieusseux), a Bologna (Palazzo D'Accursio), ad Amsterdam (Galleria Canon) e a Torino (Galleria Documenta). Nell'anno successivo, l'attività di Fontana non conosce soste: viene pubblicato il libro Bologna, il volto della città, con testo di Pier Luigi Cervellati, escono in Time Life Annual le sue ricerche sul paesaggio e tiene mostre personali, che ne consacrano il rilievo ormai internazionale, in alcune delle principali città europee, a Barcellona e Bruxelles (Spectrum Gallery), a Berlino (Galleria A. Nagel), a Anversa (International Cultureel Centrum), a Chalon-sur-Saône (Maison de la Culture) e a Parigi (Salon de la Photo).
Nel 1976 pubblica il libro Laggiù gli uomini con presentazione di Enzo Biagi. Arturo Carlo Quintavalle gli dedica un'importante mostra personale a Parma (Palazzo della Pilotta) - il testo in catalogo, edito dall'Università di Parma, è di Giuliana Ferrari. Espone a San Paolo, Brasile (Museo de Arte de San Paulo), a Chicago (Galleria Darkroom), a Montreal (Gallerie Dejà Vu e Optica), a Venezia (Galleria Il Cavallino) e a Madrid (Photogaleria). La presenza a livello internazionale si consolida nel 1977: tiene mostre personali a Basilea (Photo Art Basel), New Orleans (Image Gallery), a Zurigo (Kunsthaus), Tokyo (Istituto Italiano di Cultura); espone in mostre di gruppo a Lubiana, Londra e Monaco di Baviera.
Nel 1978 dirige, ad Arles, il primo dei molti workshop che terrà nella propria carriera. Viene pubblicato il volume Sky-line, con testo di Helmut Gernsheim ("Ciascuna immagine è una brillante sinfonia di colori e la sintesi di alcuni nuovi elementi di base. (...) Nella fotografia Franco Fontana è, se si esclude Victor Gianella, il più originale espressionista astratto che sia emerso nell'ultimo decennio." Gernsheim annota, tra le altre cose, che Fontana, "acuto esploratore di una nuova estetica in fotografia", trova costante ispirazione nella natura e afferma delle sue fotogafie, "così potenti da togliere il fiato": "Posso solo paragonare il loro straordinario impatto all'effetto che certe opere di Nicolas de Stael hanno su di me.") Realizza, con Mario Schifano, un lavoro presentato alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena. American Photographer pubblica un suo portfolio, con testo di Sean Callahan (che scrive: "Fontana distilla l'essenza di una fotografia in linee di colore"; "Fontana è capace di ridurre ogni paesaggio alle sue ossa nude"); espone a Venezia (36esima Biennale) e a Zurigo (Nikon Gallery).